Il 3 aprile 2005 tigre31 racconta:

 

TOSCANA

Giustino nacque a Montagnana nel 1914. La Grande Guerra era già
incominciata, l' Italia aspettava l'anno di poi per partecipare al grande
massacro.

A 18 anni Giustino conosce una giovane contadina di nome Angiolina, ci si
fidanza, poi parte per il militare.

Nel 1936 Mussolini fornisce un corpo di spedizione di "volontari" al
generale Franco. Giustino suo malgrado è fra questi e combatte a
Guadalajara, poi rientra in Italia.

Viene richiamato per la Seconda Guerra Mondiale l'8 settembre del '43, viene
fatto prigioniero dai tedeschi ed inviato in Germania in un campo di
concentramento a Phorzheim.

Dopo un po' di giorni arrivò la richiesta di lavoratori agricoli e Giustino
finì in un'azienda agricola gestita da due vedove.

Questo giovanotto toscano, semplice, bravo e sempre allegro si fece onore,
faceva le semine con il cavallo, i raccolti ecc.

Nel 1944 la Germania era bombardata giornalmente da migliaia di aerei
alleati. Uno di questi colpito dalla contraerea lasciò cadere delle bombe
che danneggiarono la fattoria.

Le due donne chiesero al giovane se sapesse qualcosa anche di muratura, egli
rispose che nel campo c'erano muratori e manovali a volontà.

Il giorno dopo arrivò alla fattoria con cinque di questi e in pochi giorni
rimisero tutto a posto. Il gruppetto fu poi reclutato dal borgomastro della
città per riparare le case bombardate. Divenne capomastro.

Nel maggio del '45 arrivarono gli americani. Finalmente libero, Giustino
poteva rientrare a casa. Aveva mangiato "diverso", ma mai aveva patito la
fame.. inoltre aveva imparato un nuovo mestiere.

Giustino nel settembre di quell'anno è a casa. Sposa Angiolina e diventa
manovale di una ditta fiorentina.

In guerra i gradi arrivano più velocemente. Però nel 196O Giustino è socio
della ditta, nel 198O è tutta sua. Chiede al Marchese se gli vendeva  la
vecchia sua casa colonica, viene accontentato e 46 anni dopo averla
lasciata, la risistema e ci si insedia. Pensando di essere giovane lavora
nell'orto e si prende una bella polmonite, appena ristabilito dice ad
Angiolina che farà due passi, fino al castello che dista meno di un
chilometro.

Piano piano il vecchio arriva alla panchina del castello, dove dormiva un
grosso gatto soriano. Il vecchio fa questa riflessione: "Beati i gatti, loro
non hanno fatto due guerre come ho fatto io, lavorare 8O ore settimanali per
mandare avanti una ditta, loro mangiano, dormono e in qualche stagione un
po' d'amore con le gatte."

L'Ente Supremo é un gattista eccezionale, aveva in simpatia il vecchio ed
anche il gatto Barabba, che era uno dei 4 gatti del castello.

Barabba faceva la stessa considerazione: "Beati gli uomini, vanno sulle
macchine, volano, mangiano bene, fare il gatto che vita è?".

L'Ente Supremo, trasmise ai due questa comunicazione: "Per tre giorni tu
gatto sarai uomo e tu uomo diverrai gatto, poi ritornerete come prima. Tu
Barabba diventerai Giustino e lui diventerà te, nessuno si accorgerà di
niente."

Giustino si sentì una morbida pelliccia e una lunga coda, che non sapeva
dove posizionare. Il vecchio pensò: "Con una pelliccia così non avrò più
freddo!".

Incontrò la sorella di Barabba che fra un miao ed un altro gli disse che la
mamma era nella stanza della tortura, riparata dalla tramontana, che
l'andasse a trovare. Quando vide Barabba-Giustino gli disse che il
proprietario si era lagnato, perché nonostante ci fossero 4 gatti le talpe
portavano via via di peso i clienti dell'agriturismo.

Poi la vecchia gatta gli chiede una bella schidionata di topini di latte. Ma
arrivò una cameriera e lo prese a granatate, dicendoli che le talpe
rovinavano tutto, una l'aveva trovata perfino nella lavatrice...

Intanto Giustino-Barabba aveva fatto ritorno a casa gettando via il bastone
da come camminava bene, facendo allibire la moglie. Il problema fu a bere il
caffellate nella tazza: ottenne che gli fosse versato in un piatto. A letto
si acciambellò come fanno i gatti e Angiolina disse: "Come si invecchia
male!"

Il giorno dopo Barabba-Giustino si svegliò sotto altre granatate della
cuoca. Aveva fame e nella limonaia trovò una merendina abbandonata da un
bimbo tedesco e la mangiò. Si sentì toccare sul collo: era la Fuffy, la
gatta del priore che gli ricordava la meravigliosa settimana d'amore e i
loro bei gattini, che il priore aveva inviato in Vaticano in quanto il S.
Padre pure lui è gattista. Barabba-Giustino pensò: "Mi ci vuole anche una
gatta innamorata a oltre 8O anni..."

Intanto Giustino-Barabba erudisce la moglie su topi, arvicole, ecc.
Impauriti da queste stranezze, i parenti lo portano all'ospedale per fare il
doppler e l'ECG. Il medico dice che la macchina va cambiata perchè rispetto
alla scorsa settimana il paziente ha i risultati di un ventenne.

Rientrato in casa Giustino-Barabba si mette davanti alla televisione,
sbellicandosi di risate di fronte ai cartoon di gatto Silvestro.

Siamo alla seconda notte Barabba-Giustino non può dormire: la mamma gatta
ronfa come un'orchestra! Esce fuori e trova il banchetto organizzato
dall'agenzia tedesca che porterà i tedeschi nell'agriturismo. Ha fame... in
due giorni ha mangiato solo una merendina... In perfetto tedesco chiede agli
organizzatori del banchetto qualcosa da mangiare. Ecco cosa dice il
direttore, in perfetto "sturmtruppen" ai suoi ospiti: "Ragazzen italien ,
mai finire di stupirem qui no troviamo ne italian , ne kane , spech in doic
, trovare katto , che preich in doic perfetto. Fenite tutti katto ha famen ,
noi rifocillare e riprendere in Tv. Katto fenomen per i vs. bimbem."

Barabba-Giustino ritornò nella stanza della tortura con tante leccornie
tedesche e la mamma e gli altri due gatti si fecero una bella mangiata.

Ma durante il sonno che seguì alla scorpacciata, Barabba-Giustino venne
preso dall'arsura causata dal sale contenuto nello speck e nei formaggi
pepati ecc. Si alzò cercando da bere, toccò una leva che apriva una botola e
il gatto-uomo finì nel sottosuolo dove gettavano i giustiziati. Fra tibie e
teschi pensò di essere ormai morto, poi si accorse che vi erano tre nidi di
talpe, ritornò nella stanza della tortura e disse alla mamma, sorella e
fratello , che i nidi delle talpe erano sotto di loro.

La "nursery" di topolini tanto cercata dai gatti del castello era sotto di
loro! I tre si gettarono nel sottosuolo a farsi una bella mangiata.

Siamo al terzo giorno. Giustino-Barabba fa ritorno al castello. Sulla solita
panchina c'è Barabba-Giustino che lo attende pensando che l'erba del vicino
è sempre più verde.

Giustino uomo ritornò da Angiolina, che vedendolo stanco ed abbattuto
esclamò: "Ma se stamattina sembravi un giovanetto!"

Il vecchio rispose: "Stamattina ero un altro".


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