Il 23
dicembre 2007 tigre31 racconta di…:
OGGI
25 GIUGNO - 5O ANNI FA’
La macchina iniziava la salita che dal bivio di Ghiereto
andava verso le
Maschere , il mio amico , ammirava l’invaso di
Bilancino, ampio vari km. e
con già tanta acqua, che avrebbe approvvigionato Firenze.
Io ripensavo ai due bei poderi di Messeri e dell’altro colono, ormai sotto
diversi metri di acqua .
Il pensiero ando’ alla scoperta della mia prima
dorifora nelle patate del
colono.
Egli mi aveva segnalato che un bruco gli divorava le patate, riducendole
in
un marciume con gli escrementi, di tanto in tanto disse il colono vi é
una
bella paolina , con dieci righe sulla schiena.
Non mi fu’ difficile diagnosticare la malattia
, la rivista Terra e Sole l
‘aveva segnalata in tempo , le uova dell’insetto erano venute con le patate
Usa del dopoguerra. Era poco piu’ di un mese
che mi trovavo alla fattoria
dei ++++ e le mie azioni andarono alle stelle , in
quanto nessuno conosceva
l’insetto e la cura, che io gli feci somministrare.
I due poderi erano della chiesa di colle Barucci,
erano in affitto al
maestro di casa ed il tutto veniva seguito dalla ns. fattoria. le famiglie
erano assai piu’ numerose, in quanto i poderi erano,
vicini alla Sieve e
fatti con terreno di riporto, piu’ reddito , piu’ figli, mi sembra che i
Messeri fossero oltre una dozzina, mentre le famiglie della fattoria,
circa
3 o 4 km piu’ in alto, non andavano oltre gli
8 componenti.
Si passa di fronte alla chiesa , sembra abbandonata.
Dopo poco siamo alla villa e fattoria delle Maschere. 5O anni fà era dei
marchesi Gerini,lo credo ancora , era senz’altro la piu’ bella azienda
agricola del Mugello, questo altopiano, notevolmente sismico , posto frà le
montagne dell’Appennino, molto fertile nella sua valle.
La ns. azienda aveva un trattore di 2O
anni, in due fattorie le Maschere
25 trattori, fra cui i nuovissimi Fordsons (figli di Ford) inglesi , con
l’attrezzo portato, che erano di gran novità.
Prima di questi, il trattore non era il tutto fare come oggi, trebbiava il
grano, arava la terra, forse in qualche caso azionava
delle pompe
idrauliche, il bello é venuto dopo che i tecnici di questa casa
posizionarono l’aratro sul trattore.
Poi e’ toccato a tanti altri attrezzi, che si può dire
che con il trattore
si può fare di tutto, falciare , potare , irrorare, fare i fori nel terreno
per gli alberi ecc.
Si sale ancora , siamo alla chiesa delle Croci, dove io per la
prima volta
nella vita ebbi l’onore di portare l’ombrellino , sopra al Santissimo e
Don
Porcinai, 5O anni anni fà non avevo notato la targa dei caduti nella I°
guerra Mondiale, troneggia il primo Bettini Giovanni
, era quasi sicuramente
il babbo di Beppone, ovvero Bettini
Giuseppe, quello che aveva scoperto i
sandali alla HO CI MIN ed il compromesso storico anni prima, degli altri.
Anche questa chiesa era abbandonata , nella abitazione
del prete vi era una
famiglia , con un cane ringhioso, che ci abbaiava. Peccato perché era una
chiesa di almeno 6OO anni., ho sempre pensato che
risistemare quelle di maggior valore e dismettere
le altre.
Siamo alla fattoria , il vecchio cancello, visto anni
prima tutto rugginoso
e cadente é stato sostituito da uno di rete con un grosso lucchetto,
procediamo e andiamo in cima alla collina .
Qui’ abitavano 3 coloni , frà
cui il ^^^^, un gruppo di cani ci abbaia,
facciamo con la macchina dietro front e la inseriamo in una viottola.
Mentre andiamo verso un paio di coloniche , dove prima ci abitava
il
******* siamo affiancati da un fuoristrada, con un signore sulla
cinquantina, il quale ci dice che se’ passa un
furgone, essendo la strada
stretta avrebbe problemi a passarci. Non precisa quale furgone di
domenica
mattina dovrebbe passarci, era il solito fesso di
fiorentino , che voleva
comandare e brontolare. Se’ il
guardia Nello non avesse avuto che una
figlia , quasi mia coetanea , potevo pensare che si trattasse di suo figlio,
aveva gli stessi brutti e rudi modi .
Arriviamo alle due case coloniche molto mal ridotte a fianco di una
vi e’
una barca di almeno I5 metri, pure lei sfondata , si vede che il
weekendista dal mare l’aveva portata li, una ventina
di anni fà .
Giriamo sotto le case e vediamo una querce di molte centinaia di anni,
stroncata e sbarbata dal vento, era gigantesca.
Prendiamo una viottola , che porta alla fattoria, una occhiata ai
campi ,
a mio tempo avevano tutti delle prode con stente viti, qua e la ‘ , ora sono
state tolte, forse per poter arare meglio i campi, vi e’ un pezzo di vigna
di circa 2O anni, completamente abbandonata e non potata, sembra un bosco.
D’altra parte siamo alla fine della coltivazione del grano e della vite,
siamo sopra ai 6OO metri , la fattoria di sopra a questa: °°°°°° ,
seminava
la segale a mio tempo
In quanto il grano non arrivava a maturazione. Anche il vino veniva di bassa
gradazione, arrivare a 1O ° era il massimo in una annata di sole. Il terreno
agricolo é di pochi centimetri , sotto é pietra galestrosa.
Dopo un paio di centinaia di metri , siamo al
bellissimo viale di tigli,
sotto al quale alla domenica sera mi mettevo a leggere dei libri.
Di fianco al viale vi erano le arnie aziendale , ora tutto e’ uno
sfascio,
erbacce e muri cadenti.
Siamo dove la fattoressa Giulia aveva il pollaio, , la porta
della
cantina , é murata , pure murate sono le porte del frantoio. Dove vi era
l’aia per la battitura dei semini , l’ arbacce sono
alte un paio di metri ,
se’ non lo sapessi, nessuno potrebbe pensare
che vi fosse stata una bella
aia mattonata. Di fianco vi erano due pallai , dove i coloni giocavano ,
non piu’ individuabili.
Proseguiamo in direzione della villa, mai visto uno sfascio del genere ,
affissi che cadono , in terra erbacce, macchine rugginose, facciamo
alcune
foto di fronte alla bella villa , mi ricordo del suo salone , che aveva
un
bellissimo soffitto veneziano; vedo uno stemma , che 5O anni fà non avevo
notato , con un toro al centro di esso.
Le stalle per i cavalli, tutto crollato ,
l ‘orto invernale , che era ben
disposto verso il sole , ha solo due o tre alberi da frutto,non potati da
decenni , erba alta
Li vi era l’ingresso sulla strada, tutto é sparito, una grossa
acacia e’
nata almeno 3O- 4O anni sulla strada.
Usciamo dal complesso villa - fattoria , guardo di vedere
l’orto estivo, che
quando ero io era da esposizione, in quanto aveva una bella sorgente di
acqua, tutto il Mugello abbonda di sorgenti., Panna non é lontana
Non si riesce neppure a capire dove vi era la viottola , che portava
all’orto, il punto di esso si capisce in quanto vi sono alcuni pali
della
linea elettrica, distrutti da gli anni, vi era l’elettropompa , che oltre
a
servire per bagnare l’orto , inviava alla fattoria ed alla villa l’acqua.
Piu’ avanti si vede una fossetta dove scorre l’acqua
della sorgente.
Si ritorna alla casa del ****** vi abitavano ben 3 famiglie
coloniche , é
un casone I5 x 2O metri a due piani in piu’ le stalle. Vedo la vecchia
stalla , da dove iniziai a curare le vacche dalla
vaginite, lavoro per me
poco gradito. Vi sono almeno 5 cani , uno piccolo e
nero ci segue, andiamo a
piedi in direzione della Futa. Il cane ci segue ,
stando nel mezzo della
strada alcune macchine , ci suonano in quanto pensano che il cane sia
nostro.
Si nota una piaggia enorme di diversi ettari, con dei resti ai lati di una
recinzione con la corrente continua , per il bestiame
, é in disuso anche
questo da almeno IO o piu’ anni.
Parliamo ora dei ciliegi, qualità autoctona della zona , la
ciliegia
turca, abbastanza grosse e sode e’ del genere delle durone, vi erano
centinaia di ciliegi e provammo anche la vendita al mercato di Firenze, con
esito di vendita scadentissimo , solo IO lire al kg. rapportato ad oggi
O,20 €.
Nella zona vi sono migliaia di storni, che si mangiano tutti i frutti.
Ringrazio il cielo e l’allungamento della vita, nel passato credo
che sia
stato possibile a pochi vedere come era finito un lavoro di 5O anni prima,
lo sfascio notato mi addolora tantissimo.