Il 10 marzo 2006 tigre31 ci parla di vecchi mestieri…:
Essi erano
i paria della mezzadria, quando ad un fattoria rimanevano degli
appezzamenti di terreno, insufficenti per una famiglia colonica e sprovvisti
di abitazione , questi venivano concessi ai camparaioli.
Per meglio illustrare la cosa, racconto di uno di essi,
il cui soprannome
era Baffi, di Cencio del Calloso.
Nel codice di 70 -80 anni fà , quando si voleva citare
una persona , si
diceva il suo nome(Baffi) , quello del babbo ( Cencio) , il nonno ( Il
Calloso), non ho conosciuto questo signore non so' se' avesse i calli o
meno, lo sbaglio era impossibile, molto meglio del codice alfanumerico
attuale.
L'ho conosciuto alla fine degli anni ' 30, l'età sua e di sua moglie ,
intorno ai 65 anni , aveva a mezzadria un piccolo altipiano della fattoria
di S***, un po' meno di 3 ha.
Il terreno era argilloso , ottimo per i mattoni
, poco adatto, per
l'agricoltura. In una metà di esso ci faceva frumento
, la sua barca di
covoni veniva fatta accanto a quella di un colono della fattoria , insieme
ad altri 4 camparaioli , l'aia sembrava una chioccia(del colono)
con i
pulcini.
Baffi abitava nel paese, in un ridotto locale di
un paio di stanze con
accanto un capanno , li' la moglie aveva i conigli ed i polli.
Il ns. non seminava il granturco , solo in un estate
piovosa avrebbe fatto
la spiga, allora erano rare , seminava fave , sul cui terreno l'anno dopo
avrebbe seminato il grano , lui sapeva che le leguminose facevano "
caloria".
Seminava ceci , fagioli , patate ed un
anno la soja, non so' chi gli abbia
dato i semi e cosa ne' facesse , questi fagioli pelosi gli ho visti da un
camparaiolo analfabeta tanti anni fa.
Una parte era a prato,serviva per i conigli , che
era le loro proteine
settimanali.
La terra di solito se' la lavorava a vanga e marrone con la moglie , poche
volte ho visto fare una attaccatura con i bovi, questa era a suo carico, la
fattoria si limitare a prendere la metà dei raccolti.
Baffi non ebbe mai orologio , peṛ guardando il sole
era in grado di
stabilire l'ora con + o - 10 '.
Poi la confrontava con il suono delle campane delle chiese vicine, pensava
poi al figlio parroco in Mugello , non credo sia
stato contestatore alla don
Milani.
Egli aveva un bastardino, pronto a ringhiare quando
ci si avvicinava al
campo e poi ad abbaiare.
Il capanno del ns. camparaiolo era grosso modo un
3x 6 metri , il soffitto
era costituito da loppa di grano(pula) , che consentiva
l'impermeabilizzazione, escluso l'inverno era verdeggiante il suo tetto.
Dentro vi si trovava , gli arnesi da lavoro,
semi , qualche concime e dei
fastelli di fieno. Una bottiglia ex medicali era
piena di aceto ed olio ,
serviva a mezzogiorno per condire l'insalata di campo , che faceva la moglie
Erano cicerbite , spraggine , terrarepoli, in inverno , in estate aveva
il
cavolo dell'orto , pomodori e poco altro, il sale era in un cartoccio della
turata.
Per primo i ns. due avevano la minestra di pane in inverno , ed in estate
la panzanella, per secondo d'inverno era un salacchino od un aringa ,
d'estate le sardine , poi arrivo' la mortadella di Bologna acqustata a 100
gr, alla volta.
Baffi non ebbe mai vino , nel suo campo
vi era una pianta che era un olmo,
sopra al suo piccolo capanno, come pure non ebbe mai frutti , gli
raccattava sotto gli alberi dei coloni che anche allora erano res nullis.
Il ns. raccontava della visita al servizio militare ,
dei sorteggi con
ghiandine , che determinavano l'eventuale esclusione dal servizio militare
, di aver visto il mare a Livorno e di essere poi finito a Palermo.
In libera uscita raccontava di aver visto l'albergo delle Palme (Les
Palmes, quello della mafia) dove le signore in carrozza andavano a prendere
il tè delle 5 con i pasticcini .
Il ns non fece la WW1 , peṛ il servizio
territoriale con il Watterly a
sorvegliare i prigionieri austro-ungarici.
La domenica frequentava la messa , se era cantata,
partecipava pure , poi
andava a casa la moglie gli aveva fatto i cannelloni sul capo del coniglio
e
poi mangiava il coniglio in umido con le patate.
Prima di assiedersi brevi parole al Signore
per ringraziarlo di quello che
gli aveva dato.
La sera il coniglio lo mangiava arrosto-morto
con l'insalata, questo era
un camparaiolo, un povero mà tronquillo uomo, defunto in tarda età.
Oggi il suo terreno è da decenni abbandonato , quello
degli altri suoi
colleghi , è ritornato in calanchi argillosi, impossibile dire che qú ci
avevano lavorato e vissuto delle famiglie.