Il 20 marzo 2006 tigre31 racconta:

 

Intorno all¹anno 1.000 alcuni servi uscirono dai castelli ed iniziarono a
coltivare la terra intorno.
 Con il castellano, proprietario del terreno, datole dal Papa o dall¹
Imperatore fissarono il riparto dei prodotti a metà , era nata la mezzadria.
 Essa è durata  fino  quasi ai giorni ns. però  un  decennio esistevano
in Toscana ancora qualche centinaio  di mezzadri, probabilmente molto vecchi
e che nei poderi non ci andavano sicuramente più e la colonica serviva come
residenza ai figli e nipoti.
Le province toscane dove la mezzadria era più radicata , erano quelle di
Siena , Firenze ed Arezzo.
Nel 1945  vi erano nella ns. provincia, circa 24.000 nuclei mezzadrili , la
media era di 5,6 componenti nel nucleo, mentre i braccianti erano circa
11.000.
I camparaioli erano invece 2503 nuclei , i loro componenti nel nucleo ,
erano la metà dei coloni,cioè 2,5.
 Si può presumere che inizialmente i depositi del grano e del vino di parte
padronale , siano stati situati nei castelli , successivamente si ebbero ,
specie nel senese  le fattorie fortificate, che erano una specie di castelli
nonchè centri di direzione aziendale.
Famose quelle dell¹ospedale di S. M. della Scala di Siena,  il quale ebbe
donazioni da tutte le parti della Toscana , il suo stemma era una scala con
in cima una piccola croce, che ancora oggi si può vedere su¹ vecchie case ,
grancie , mulini , ville ecc.
 Via della Scala nel centro di Firenze si chiama così per alcuni fabbricati
di proprietà di questo ospedale e che portano ancora oggi il suo simbolo.
 Fino da principio , siccome il proprietario del terreno difficilmente
poteva seguire  la spartizione dei raccolti , nacque la figura del fattore,
si può pensare che inizialmente si trattasse di un colono assai sveglio e
scaltro.
Il periodo dei castelli ebbe fine con la scoperta della polvere da sparo,
con  il cannone nessuna muraglia  era più sicura .
Nel secolo XIV°-XV°  invece dei castelli si costruirono  belle ville ,
accanto ad essere nacquero le fattorie.
 L¹agrario in Toscana  era un nobile e viveva in una bella villa in città
contornato dai servitori , tanto il fattore in campagna , faceva i suoi
interessi e quelli poi personali.
 Questa differenza con l¹agrario della Padania segnerà lo sviluppo delle due
regioni , in quanto , qui¹ si aveva l¹agrario assenteista , che delegava
tutto al fattore .
 Là invece era  primo attore , viveva nella cascina , aveva una o più
famiglie di salariati e quando vi era  da industrializzare lui che aveva
i capitali , si rendeva conto delle necessità  e creò le prime macchine per
industrializzare l¹agricoltura.
* Successivamente creò i telai per lavorare la seta e poi il cotone e la
Padania prese il via nell¹industralizzazione della nazione e questo avvenne
anche a gli inizi del XVIII° secolo.
 Il ns. agrario , si affidava al fattore o se¹ aveva diverse fattorie al
maestro di casa, i quali non sempre , di solito qualcosa tangentavano.
Per poter spiegare  le fattorie , illustrerò quella dei Ricci , dove nel
1950 , fui sottofattore.
L¹azienda si trovava sulla strada che da Firenze porta a Bologna a 600 metri
slm , si chiamava cosi¹ perchè nel  Œ700 era di un certo cardinale Ricci ,
io inizialmente pensavo perchè una metà  della superficie  era  a bosco di
castagni , ed il riccio è l¹involucro che le racchiude.
Il complesso era sulla linea Gotica , nell¹inverno del 1944-45 ebbe
cannonate e poi mine , comunque si vedeva che la costruzione era del secolo
XVI° o forse prima.
 Incominciamo a descrivere la villa :si entrava in una bellissima sala , con
un soffitto alla veneziana , un grande  scalone portava al piano superiore ,
dove vi erano 4 ampie  camere con letti a baldacchino.
 Vi era un solo bagno alla turca, non credo che a quel tempo si lavassero
assai.
 Al piano terra , dietro al salone , vi era un grande biblioteca, con tanti
vecchi libri.
 Mi impressionò molto la raccolta  di 90 annate  del magazine francese
L¹Innovation , dal 1849 . al 1939.
 Era interessante perchè in una sola rivista si poteva seguire l¹evoluzione
della stampa , si partiva dai disegni per finire poi alle foto.
 Non credo che nel secolo XVI°  avessero tanti libri come quando vi ero
io,erano migliaia e molto vecchi.
 Accanto alla biblioteca , la cucina e le abitazioni dei domestici.
 Sul lato destro della villa vi erano due  grandi  costruzioni,  sopra alle
due porte  della prima  costruzione  vi erano
due teste di cavallo in
terracotta probabilmente vi  erano le stalle.
Nell¹altra  costruzione  vi era anche una vetusta carrozza  di colore verde
,con uno stemma nobiliare con una D e un V , che voleva dire Dal Verme una
nobile famiglia fiorentina.
 Doveva essere il rimessaggio dei mezzi di trasporto, al piano di sopra ,
tutta l¹attrezzatura per la conservazione del governo del vino, in quanto il
chianti ha una seconda rifermentazione che viene avviata con uve scelte e
ben conservate
Già a quel tempo un nobile non sposava mai una poveraccia anche se¹ molto
bella, è stato Hollywood con i suoi film , nei quali la bella commessa
veniva impalmata dal  figlio del proprietario del dept. stores.
 O in Italia il figlio del conte Marzotto sposava una bellissima
indossatrice, figlia di un ferroviere , che poi lo avrebbe ridotto ad un
corbellino di chiocciole.
 Sul lato opposto di fianco alla villa , una piccola chiesa.
 A quel tempo le vocazioni sacerdotali erano talmente tante, che la chiesa
non aveva problemi a distaccare un sacerdote  presso le fattorie, dove
sarebbero stati  ben trattati .
 I proprietari , signor marchesi , baroni , conti  ecc. di solito nel
periodo della caccia , o nel periodo più caldo dell¹anno si spostavano in
villa e potevano avere la messa in casa , era un cult dell¹epoca .
 Nelle mie  tre fattorie , nella prima vi era un enorme e vecchio
tabernacolo  e non aveva chiesa , nella seconda che vi stò descrivendo e
nelle terza  provvista anche questa di una grande  cappella erano state
smarrite le chiavi,da molti anni.
Comunque una domenica passando con una scala  da una finestra attraverso il
cortile della fattoria riuscii a penetrarvi e vederla.
 Mi impressionò un cinturone di un soldato tedesco con tanto di baionetta
appoggiato sulla spalliera di una vecchia sedia , di fronte un libro aperto
di  latino.
 Si vede che il soldato  lo leggeva frà una cannonata e l¹altra , sulla
fibbia ³Dio è con noi ³, mi sembrava un grave affronto, se¹ fosse stato vero
il signore avrebbe scelto la parte sbagliata.
 Non divaghiamo e veniamo a descrivere la fattoria , che si capiva dello
stesso periodo.
 Mentre la villa aveva l¹accesso da sud con un piccolo parco , la fattoria
aveva l¹accesso da nord.
 Non esisteva il campanello , una piccola campanina in bronzo alla fine
di una molla d¹acciaio.
 Sulla sinistra dell¹ingresso , vi era l¹accesso alle cantine , molto ampie
che arrivavano anche nei sotterranei della villa attigua.
Di fianco vi era il frantoio per le olive e l¹attrezzatura per stringere le
vinacce,lo strettoio.
 Poi grandi magazzini per le derrate, anticrittogamici, concimi  e mangimi
per animali.
 In un angolo seminascosta la conigliera e gli animali da cortile,era il
regno della fattoressa.
Sul lato destro una grande aia mattonata , che serviva per le trebbiature ed
al brescello , cioè la festa del ringraziamento che i contadini facevano a
settembre.
 Più avanti due pallai  dove i coloni giocavano la domenica sera , poi un
viale di circa 100 metri  contornato da alberi di tiglio , sotto questi una
quindicina di alveari per le api.
Il miele era apprezzatissimo nelle aziende agrarie , insieme  ai limoni ,
però  quì non vi erano  data l¹altitudine.
Ecco ora siamo all¹ingresso della fattoria , un corridoio portava in un
cortile, di faccia lo scrittoio , questo era il centro di comando
dell¹azienda.
 Dominio assoluto del fattore e dei sottofattori , qui¹ venivano fatte le
vendite , i pagamenti  ai fornitori , operai ecc.
 Qui venivano accettati i nuovi coloni o lo disdette dei vecchi , in un
angolo l¹attrezzatura per la gradazione del vino.
 Al muro i diplomi  di fiere e mostre dove la fattoria aveva partecipato
all¹inizio del secolo.
 Dal cortile interno si accedeva al piano superiore con una scala interna ,
al mezzanino il reparto prosciutti .
 Secondo i patti mezzadrili la fattoria aveva diritto di ricevere un
prosciutto per ogni suino che il colono uccideva.
 Tutti i  contadini avevano l¹allevamento delle scrofe , ed i lattoni erano
un incasso   ad ogni mercato settimanale , pertanto i coloni uccidevano un
paio di suini , che erano un ottimo secondo per l¹annata .
 La  finestra era chiusa da una finissima rete metallica, in quanto se¹ ci
fossero  entrate i mosconi avrebbero infettato i prosciutti con le larve.
 Al piano superiore una grande cucina, con un  grande focolare sorretto da
una vecchia trave con stemma e data.
 Una lunga tavola che poteva servire per i pranzi nelle occasione delle
consegne del vino e delle granaglie.
Da qui¹ l¹appartamento del fattore, dove viveva con sua moglie, che solo
negli ultimi anni della mezzadria era la fattoressa.
 Prima come i suoi principali si sistemavano con pari grado, il fattore  era
solito sposarsi con le  figlie di coltivatori diretti , commercianti  o
maestrine.
Altre camere per il sottofattore o il maestro di casa , quando veniva a fare
i controlli alla fattoria .
La fattoria aveva sempre un piano rialzato a torretta od altro, nel quale vi
era la colombaia , i piccioni erano sempre molto apprezzati ,sia in fattoria
che dal sig. barone.
 Altro locale  di questa parte rialzata era la vinsantaia.
 Questo vino molto liquoroso  aveva bisogno di un ambiente secco ed caldo
per concentrarsi e perdere acqua,in alcuni anni.
Il gruppo  villa - fattoria  aveva quasi sempre il peso pubblico , che
serviva per le grosse vendite  di legname od altro.
 Poi vi erano due orti, uno invernale  in prossimità delle costruzioni ,
qui¹ vi erano molti ...

Tigre31