L’ 8 settembre 2009 tigre31 racconta:

 

A M A   e    B R O L I O

  L’
itinerario non poteva  rimanere  ammezzato e domenica 10 dicembre
eravamo di nuovo nel  Chianti, rimandando a metà gennaio altre visite.
 Perchè Ama  e non altre località , per il fatto che in un libro avevo letto
che nel 1773, quando andò a Brolio  , il granduca Pietro Leopoldo , la
visitò e disse che questa era la migliore zona del Chianti per fare il vino.
 I Lorena oltre ad essere  dei bravissimi amministratori della Toscana erano
anche validissimi enologi, nessuno ne’ poteva sapere di più del granduca.
 Mi viene in mente un episodio di 20 anni , a quel tempo avevo un amico
notevolmente in sovrappeso  che aveva una impresa  per rifornire le navi
della Sesta flotta americana del  Mediterraneo.
 Da li’ poi aveva creato una società in Usa ed era diventato intimo di un
commodoro , il quale in inglese gli aveva detto “ Mister   P* da questa vita
non ne’ uscirai mai vivo “ .
 L’amico decise allora  di non fare più diete e quando uno gli criticava la
sua enorme pancia , lui rispondeva  “ Ne’ vuoi sapere più del Commodoro ,
se’ non devo uscire vivo  da questo mondo faccio i miei comodi.”
 Purtroppo a poco più di 60 anni passò a miglior vita.
 Ama era già  insediamento etrusco, poi romano , assai  sviluppata nel 1200
nel settore agricolo con i Firidolfi, poi i Pianigiani  i Montigiani ecc.
 E’ stata solo nel 1979  riunita , in quanto frazionata ,da 4 soci romani
amanti del Chianti , ora ha 40 ha di oliveto ed 90 di vigneto , venne un
winemaker francese e portò  il Merlot , il Pinot nero ,il Sauvignon , lo
Chardonnay ed il Pinot grigio , in quanto per l’altezza media della tenuta
sui 500 metri , il solo  sangioveto  secondo lui non era sufficiente .
Poi introdusse l’uso delle barrique,carati da 225 lt di produzione francese
, usati per solo 3 anni , che affinano ancora di più il vino.
 Nel 1991 il Merlot di Ama , ha sbaragliato i Merlot più  titolati del
globo, ed i vini di questa tenuta stanno mietendo allori in tutto il mondo,
i tre bicchieri di voto sono la norma per questo vino.
 Siamo arrivati  a Lecchi che è il paesino , Ama è la frazione erano circa
le 8 .... ed invece del castello abbiamo trovato un bella villa, grosso modo
del XVI°-XVII°  secolo, il castello fu’ distrutto durante una delle tante
invasioni del Chianti.
 Quello di più bello una gigantesca cantina , con i migliori macchinari
enologici possibile , per quanto riguarda  gli abitanti , deserto completo ,
neppure un cane.
 Su’ di un vecchio mandorlo vi era dei bei ciuffi di vischio, però memori al
ns. sistema di non toccare niente  nelle ns. ricognizioni  ,non gli abbiamo presi .
 Siamo andati a visitare il paesino, idem come sopra , altra villa , case ,
casette , chiesa e  3 cappelle , il tutto su’ di una base lastricata in pietra.
 Sembra che il grosso dell’abbandono sia avvenuto dopo la gelata del
1956,che colpì gli olivi.
 La ns. visita era finita  e si  parte per Brolio e strada facendo faccio le
mie considerazioni su’ questa regione.
 Oggi alcune aziende hanno solo vigneti e qualche raro olivo , l’ultima
visitata  ne’ ha assai e si riesce a capire che anni   quì i coloni
potevano seminare il grano , forse le foraggiere, fave ecc. in questi giorni
non ho visto un campo di grano  solo viti , sono 7.000 ha ed un di olivi
a seconda delle aziende.
 Come pure non abbiamo visto pecore ,70  anni il marzolino del Chianti
era il miglior formaggio pecorino prodotto.
 Siamo a Brolio  il castello è in cima ad una montagnola , coperta da un
fitto bosco,alla base una gigantesca cantina,  pari  ad uno scalo
ferroviario di una media città italiana.
 L’azienda vende  nei 5 continenti con una diffusione capillare ,  perfino
nelle più piccole isole caraibiche vi è un concessionario del castello.
Nei 1200 ha della fattoria , ci sono 240 ha di vigneto  di cui 150 a solo
sangiovese , i vigneti  sembrano ben tenuti , la ns. visita avviene in
dicembre la valutazione è più difficile,che in primavera.
 La vendemmia è stata fatta a macchina, la zona ha pochissimi abitanti, (non
incontriamo mai nessuno) e tante vigne, non deve essere  possibile fare
diversamente.
 Ad occhio e croce dovrebbero vendere oltre 2 mln di bottiglie di vino  e a
alti prezzi,credo intorno ai 30 €.,
 le confezioni sono in cassette di legno aziendali.
 Attuale barone a Brolio è Francesco  Ricasoli 32° della famiglia , venuta
intorno al 600 con i principi longobardi.
 Nel luglio del 1944 , i tedeschi  vi fecero una strenua resistenza , per 12
gg il castello colpito dal bombardamento aereo e terrestre alla fine i
tedeschi lo abbandonarono, sembra che ancora vi siano dei segni delle esplosioni .
 Incominciamo la salita attraverso il bosco e finalmente arriviamo in cima ,
purtroppo alla porta un  foglio avvertiva che per il mese di dicembre erano
sospese le visite domenicali al castello.
 Notiamo sopra alla porta una lapide posta  dai Ricasoli per ricordare la
visita del Granduca di Toscana nel 1773, ci sarebbe  voluta anche un’altra
targa quando il primo re d’ Italia  Vittorio Emanuele II° , visitò Brolio
nel 1863 , cioè 90 anni  dopo .
 Bettino Ricasoli , lo ricevette al castello , contornato dai suoi servitori
, quasi da pari a pari.
 Riscendiamo  al bivio prima del castello , vi è una locanda ed un
agriturismo , notiamo che Castelnuovo  Berardenga è assai vicino e decidiamo
con la macchina di visitare questo borgo fortificato.
Il nome viene da  Berardo, figlio di Wuinigi di Ranieri, un francese sceso
in italia come legato dell’imperatore Ludovico nell’anno 865, poscia
governatore politico di Siena dal 867 al 881.
 Il nome Castelnuovo gli dato in quanto nei paraggi vi erano tanti
castelli e quello fu’ uno degli ultimi fatti.
 Siena per difendere questa posizione dai fiorentini o dagli aretini , fece
le mura di Castelnuovo, era il 1382  e  furono investite da Giovanni Acuto
un mercenario inglese .
 Questo capitano di ventura, presente anche dalle ns. parti , con
saccheggi vari.
 Il castello ebbe 7 torri di cui una ancora rimane intatta e vi è l’orologio
 Gli anni passarono e nel 1554 Castelnuovo Berardenga subì la sorte della
madre patria , cioè Siena , fu’  incorporata nel Granducato di Toscana.
 Non ci sembra  eccezionale nella zona vi sono dei paesi del senese più
belli , però ci colpisce un segnale: Montaperti.

Tigre31